Giffoni Experience

Giffoni Valle Piana è un piccolo paese nelle cui forme gentili, scolpite dentro i monti picentini, batte da 45 anni un potente “cuore internazionale”. Un battito la cui eco ormai risuona in tutto il mondo, capace di creare quella felice alchimia che porta certi luoghi (e il loro nome) a fondersi e confondersi con un evento che li caratterizza. Stiamo parlando del festival per i ragazzi più rinomato a livello planetario e sicuramente il più studiato, il più amato, il più evocativo a livello di immaginario popolare, specialmente giovanile. Stiamo parlando di Giffoni Experience.

Il Festival nasce nel 1971 grazie ad un diciottenne che manifesta subito quei tratti visionari che tutti ormai gli riconoscono. Si chiama Claudio Gubitosi. E oltre ad essere l’artefice (l’alchimista si potrebbe dire) del Festival ne è da allora anche il direttore artistico. Giffoni Film Festival ai suoi albori è poco più che un “cineforum” dedicato ai più piccoli, a quella fascia di pubblico che nei primi anni Settanta è considerata “figlia di un Dio minore”. Ma quando le idee sono benedette da un progetto compiuto, da una visione lungimirante e dalla passione che brucia ogni ostacolo, allora la crescita è fatale e naturale.

Oggi Giffoni Experience è l’evento culturale più conosciuto e amato dalla Toscana in giù (ultima indagine IPSOS) e sempre nei primi 10 a livello nazionale, dopo “colossi storici” come il Palio di Siena, il Carnevale di Venezia e quello di Viareggio, San Remo e il Salone del libro di Torino. È diventato il centro gravitazionale delle nuove generazioni che vedono in questo Festival, anzi in questa “esperienza”, un luogo (anche mentale) perfetto dove potersi esprimere, dove poter far sentire la propria voce sugli argomenti più svariati, dove incontrarsi con i propri coetanei da ogni parte del mondo.

Giffoni Valle Piana accoglie con grande calore questa marea colorata di bambini, ragazzi, giovani e le loro famiglie. 50 Paesi nel mondo e centinaia di Comuni italiani “inviano” i propri teenager per far parte del corpo delle giurie. Diventano, così, “giurati” perché sono solo loro, gli oltre 3500 “fortunati” (le richieste per partecipare sono dieci volte tanto), ad essere chiamati a: guardare, discutere, giudicare e votare i film in concorso che rappresentano il meglio della produzione cinematografica mondiale dedicata al cinema per ragazzi.

Un’atmosfera di festa indescrivibile che nel corso della sua storia ha catturato grandissimi cineasti, star lucentissime del panorama cinematografico internazionale ed italiano. Dal maestro François Truffaut che definì già nel 1982 quello di Giffoni “tra tutti i festival di cinema il più necessario” a Robert De Niro, da Meryl Streep a Richard Gere, da Oliver Stone a Roberto Benigni, da Roman Polanski a Nicolas Cage, passando per: Susan Sarandon, Paolo Sorrentino, Samuel L. Jackson, Bernardo Bertolucci, Wim Wenders, Michelangelo Antonioni, John Travolta e decine e decine di altri che ogni anno compongono un programma così forte da attirare nei Picentini e quindi in Campania decine di migliaia di persone (solo nell’ultima edizione si sono contate oltre 200mila presenze nei 10 giorni del Festival).

Quando si parla di esperienza Giffoni ci si riferisce alla caratteristica di questo evento di essere poliedrico e multiforme. Giffoni sicuramente è cinema (basti pensare anche alle sue straordinarie premiere, ma è anche musica. Grande musica che riempie gli stadi e che fa ballare all’unisono una folla di persone festanti. I concerti all’aperto sono ormai un must che completa e arricchisce il corpus del festival. Giffoni è anche spettacoli di strada aperti a tutti. Esibizioni colorate di artisti famosi in Italia e nel mondo che regalano al pubblico street show ad altissimo grado di intrattenimento. Giffoni è sociale, con le sue numerose iniziative a favore di chi ha più bisogno.

Giffoni è tante cose, è un’esperienza “prismatica”, in cui ogni faccia configura un nuovo modo di parlare non ai giovani, ma con i giovani.

Giffoni Experience ha così modificato il volto del paese, plasmando la sua comunità (e perfino il suo assetto urbanistico) intorno a un’Idea diventata modello culturale ed evento di prima grandezza. E quando si parla di rimodellare l’aspetto di un luogo non si può non pensare a quello che sta venendo alla luce proprio in questo momento, mentre scriviamo.