Largo del Trappito

Le colline rivolte verso il Tirreno che guardano il mare partendo da Terravecchia e si allungano verso ovest finoad arrivare nel Comune di Giffoni Sei Casali sono completamente coperte di ulivi.Una così vasta coltivazione non poteva non essere influentesull’economia, sui costumi e sulle usanze del Borgo, dove esistevano tre trappiti di differenti epoche (il più vecchio è quello che è stato restaurato). Trappito è il luogo di lavorazione delle olive e deve la sua origine ai monaci trappisti che, oltre a dedicarsi alla vita contemplativa e alla preghiera, si dedicavano al lavoro manuale, specialmente agricolo, e alla produzione di olio e vino.Il legame con la lavorazione delle olive era dettato dall’economia del tempo, perché l’olio non era solo un bene legato all’alimentazione, ma soprattutto all’illuminazione: prima dell’utilizzo della luce elettrica l’olio prodotto in tutto il bacino del Mediterraneo aveva un grande punto di raccolta a Gallipoli da dove poi veniva esportato in tutta Europa.La pianta di ulivo era un bene talmente prezioso che ancora oggi non è raro trovare una particella catastale con un solo albero di ulivo lasciato in eredità a uno dei tanti figl che avevano le famiglie di allora.Questo trappito, perfettamente restaurato, risale al XVII sec. ed era un unico ambiente dove si svolgeva l’intera lavorazione. Il trappito è uno degli esempi più belli della cultura contadina. Viene spesso utilizzato per mostre ed eventi culturali: una location perfetta che restituisce appieno lo spirito medioevale del Borgo.